CARACAS (Reuters) - I leader di sinistra dell'America Latina sono sempre più critici con la Colombia, lasciandola isolata nella crisi che minaccia la stabilità politica delle Ande.
La Colombia, unico leato degli Usa in Sud America, ha scatenato una crisi diplomatica sabato quando le sue truppe per attaccare i ribelli delle Farc hanno sconfinato in territorio ecuadoriano.Venezuela ed Ecuador, tra loro alleati, hanno reagito tagliando i legami diplomatici, spostando le truppe al confine e rimproverando il presidente colombiano Alvaro Uribe, che riceve milioni di dollari in aiuti militari dagli Usa.
La presidente argentina Cristina Fernandez è stata a Caracas giovedì per incontrare il presidente venezuelano antiamericano Hugo Chavez. Ieri Chavez ha incontrato il presidente ecuadoriano Rafael Correa a Caracas. Correa poi è andato a Panama per continuare il tour anticolombiano.
Chavez ha minacciato ieri una possibile nazionalizzazione della aziende colombiane in Venezuela, e che il Venezuela potrebbe ritirare gli investimenti che ha fatto in Colombia.
Ha detto che la mobilitazione venezuelana dell'esercito serve a difendersi da possibili attacchi da Colombia e Stati Uniti.
"La nostra politica è di pace, ma dobbiamo prendere misure preventive per evitare la guerra", ha detto Chavez dopo aver incontrato Correa.
Bush ha supportato la Colombia e la Casa Bianca ha cercato di spostare l'attenzione sui 40 anni di assassinii e rapimenti delle Farc colombiane.
Ma persino i leader centisti e conservatori di Perù e Messico si sono uniti alle critiche contro la Colombia.
La situazione si è fatta critica dopo che sabato scorso l'esercito colombiano ha lanciato un'offensiva in territorio ecuadoriano che ha portato all'uccisione del numero due dei guerriglieri delle Farc, Raul Reyes. Come reazione, il presidente dell'Ecuador Rafael Correa ha subito ritirato il suo ambasciatore da Bogotà e ha dispiegato l'esercito al confine con la Colombia. Lo stesso ha fatto il suo omologo venezuelano Hugo Chavez, che ha accusato il presidente colombiano Alvaro Uribe di essere una "seria minaccia per la stabilità della regione", e ha parlato addirittura della possibilità che scoppi una guerra. Il governo colombiano, pur scusandosi con l'Ecuador per averne violato la sovranità, ha detto di avere le prove dei legami che i due paesi confinanti intrattengono con le Farc.EcoCamp è un barcamp su ambiente, ecologia, sviluppo sostenibile e consumo critico che si terrà in Provincia di Bari nel Marzo 2008.
Parola d'ordine: w il barcamp perchè è di tutti! Salutiamo con felicità questi ecocampers cugggini. E aspettiamo una sessione "interventi" (o resta tutto Open Space?) dove gli ZonaEffini possano raccontare Spaventatraffico. Of course!
Di frontiera... in frontera. Dalla "città dell'area metropolitana" a Cerignola, dalla Puglia del "chi siamo stati, del com'eravamo"... al mondo, da ieri a chissà quale domani... Ammesso che ci sia un domani.
Tocca alla provincia dare una mano alla sopravvivenza sotterranea d'un mondo, quello del documentario sociologico, la cui morte più che profetizzata è data ormai per certa da un sistema imbalsamato sui canoni dello star system hollywoodiano.
Pochi, troppo pochi per far vivere degnamente un applauso, sentito comunque sulla pelle, vissuto negli occhi di Paolo De Falco, salentino... sorta di mix tra Nicola "Mastino" e Gabriele Lavia; del primo le tracce non vi porteranno che a me, per ora.
Radice frontera, primo capitolo dell'Archivio liquido della Memoria... cercherebbe spazio nelle piazze, nel tentativo di rallentare lo strappo finale di quell'ultimo canapo sfilacciato che ci lega al passato, e ci vincola nella lettura del presente... e cii... ciii... ? ...almeno per chi riesce ancora a sentire brividi lungo la schiena intendo. Ciii... ci vorrebbe un grande cineforum istituzionale, itinerante... che copra tutti i laboratori BS e definisca, per convenzione, nei piani di gestione, spazi tempi e luoghi per la memoria collettiva condivisa.
Una sorta di terapia sperimentale, una “cura Ludovico”... su scala regionale... "ope legis".