fioreventidue

La Casa a Colori di Rombi e Flavia
mercoledì, 09 gennaio 2008

Sigue no mas!

Coming back in Italy...
Dopo il capodanno amazzonico nella comunità kitchwa di Machakuyaku  (per info sul progetto di turismo comunitario promosso dalla Corporacion Provincial de Turismo Comunitario de Napo: www.ricancie.nativeweb.org) a base di canti e balli tradizionali, fango alle caviglie e bambini alle prese con udimentali giochi pirici costruiti con pali di bambu riempiti di aria e gasolina, ci rimettiamo in viaggio e passiamo una notte ad Ambato da Nicola e Andrea, colleghi volontari di Flavia che lavorano con i bambini di strada nella grigia cittadina sulla Panamericana. L'accoglienza non poteva essere delle migliori, il minestrone che cuoce dal pomeriggio sui fornelli e' ottimo e i ragazzi simpatici e scanzonati. Dormiamo in una stanzetta a luci rosse con una grande vetrata affacciata sulla strada animata. Viaggiare potendo contare su una rete di contatti, colleghi, amici diffusa in tutto il territorio ecuadoregno ci permette di stare a casa un po dovunque. Ed e un bel viaggiare. Di racconti e benvenuti e brindisi e tornate a trovarci.
L'indomani e' un nuovo pullman dal terminal terrestre di Ambato. La strada da Ambato a Guaranda e' spettacolare. Si inerpica sino a 4000 mt attraversando il paramo andino passando proprio sotto l'imponente Chimborazo. Sul pullman siamo in compagnia di piccole donne andine avvolte nei loro scialli.  Calcano il tipico berretto indigeno e nei loro volti trovi la dignita e la fatica della povera vita spazzata dal vento del paramo 
Scendiamo ad un incrocio da cui, ci dicono, dovrebbe passare il bus per Salinas di Guaranda, la nostra prossima meta, sede di interessanti progetti di sviluppo comunitario e di altri volontari italiani.
Salinas e una parrocchia della Provincia di Bolivar con circa 10.000 abitanti, indigeni e meticci. Il capoluogo e un animato pueblo a 3600 mt di altitudine. Le 30 comunita che lo compongono si trovano ad altitudini che vanno dai 600 ai 4200 metri. Durante gli ultimi 30 anni la popolazione ha costituito organizzazioni comunitarie e creato fonti di lavoro in quasi tutti i centri abitati con particolare attenzione alla solidarieta, all-equita e alla qualita dei processi produttivi e dell offerta di servizi. All inizio degli anni 70 qui c erano un centinaio di famiglie e di capanne. Ci raccontano che circa il 45% dei bambini moriva prima di compiere un anno e che quasi la totalita della popolazione era analfabeta.  Katia, GIuseppe e Matteo sono i tre volontari ci accompagnano a visitare le microimprese cooperative e private: nel cuore delle Ande si producono formaggi, cioccolato (è anche nel circuito del commercio equo e solidale), olii essenziali, maglioni e ponchos in lana d'alpaca. Si concede microcredito e si organizza turismo ressonsabile. Il reddito della popolazione e la qualità della vita sono decisamente migliorati e l'emigrazione verso le città e la costa è stata bloccata.
Ascoltiamo i racconti, guardiamo le fotografie, leggiamo gli scritti di Padre Antonio, figura carismatica e prima che prete ai nostri occhi maestro di economia dello sviluppo. Salinas è un modello di sviluppo locale decisamente positivo, una buona pratica che credo possa avere margini di replicabilità in altre zone del paese...
Con Matteo e Katia raggiungiamo una comunità andina ad oltre 4000 mt: insieme ad animatori locali sono impegnati nella realizzazione in un progetto di educazione e assistenza indirizzato a bambini da 2 a 5 anni delle comunità della Parrocchia. I volti dei bambini sono meravigliosi, nonostante le guance esageratamente rosse per il freddo e la disidratazione. Li guardo mentre corrono nel paesaggio sterminato, e penso che la pace è qualcosa di molto simile a questo...
E poi c'è la chitarra di Alfredo, la locura della festa de los reyes, le birre di Danilo... Ma a Salinas si sta benissimo, ragazzuoli! Compiti per casa: inviare smoking ad Andrea e Nicola, Golden Virginia a matteo, un Canzoniere a Giuseppe e un cadeuax per Katia.
 
postato da: rombi alle ore gennaio 09, 2008 16:29 | link | commenti | commenti
categorie: viaggi, 2008, terlizzi-quito

Commenti
Locations of visitors to this page