Mi ha tagliato i capelli come el Presidente Correa, il maledetto Alfredo! Questo per sentire la moglie: e con quei capelli ci si presenta?
Eccomi qui: primera dia en la Ciudad de Quito.
Dopo 24 ore di viaggio via Madrid e una deviazione a Guayaquil per maltempo sulla capitale (Fuera Iberia! gridavano gli equadoregni in attesa dei familiari al Marisca Sucre).
Dopo un bacio che ricorderemo a lungo (Hai un odore nuovo!)
Dopo aver deliziato Flavia e coinquiline con italici salumi.
Dopo una notte a capire come gestire il jet lag.
Dopo aver discettato di Correa, Chavez, economia e democrazia con Anna (Modena) e Santi (Bilbao)
Dopo todo esto posso affermare con buon margini di sicurezza: estoy en america del sur!
Oggi il cielo e` carico a nuvole, il profilo delle montagne tutt'intorno si percepisce ma Chimborazo e Cotopaxi non si disvelano ancora agli occhi di rombi esploratore. Pomeriggio piove. Tra 48 ore torna il sereno, carpisco da una conversazione per strada.
Flavia esce presto e va a lavorare nel Grande Palazzo. Io mi sveglio, prendo il caffe`e me ne vado in giro solo e curioso. Contratto con i tassisti, cerco di capire le linee dei bus. Provo il mio spagnolo. Commovente, ma me entiendono...
Visito il Centro historico. Un allegro saliscendi di strade e stradine, molte alberate, costellate di botteghe, bancarelle, splendidi palazzi coloniali. Due anziani musicisti riempiono Calle de les siepte cruces di melodie malinconiche e coinvolgenti.
Perdo un'ora tra corridoi e patii del bellissimo Centro Cultural Metropolitano nella Plaza Grande, il generatore della rinascita culturale di Quito vecchia. Bellissime gigantografie di paesaggi vulcanici equatoriani. Luminose sale lettura. Moderni auditorium. E un sacco di quiteñi che ci passeggiano. Turisti studiano cartine nel bar nel chiostro.
Un batido de banana, por favor... I feel good...