fioreventidue

La Casa a Colori di Rombi e Flavia
giovedì, 29 novembre 2007

ponte rumichaca

                                                                                                             23.11.07 tulcan

Partenza ore 2.00 a.m  desde la Universidad Andina Simon Bolivar, eroe venezuelano dell’indipendenza ecuadoriana - grande sogno:cacciare gli spagnoli e formare un Sud America unito-.

E’ la storia che fa la differenza. Il punto di vista si ribalta e le cose importanti diventano altre.

Le donne e gli uomini...altri paradigmi.  Il significato della felicità, l’ appartenenza e la partecipazione.

Come 2 bruchi impazziti su strade notture fatte di curve e pioggia, partono i nostri autobus. Dentro volti, occhi e cuori che esplodono di felicità, sofferenze passate, curiosità e rabbia…

Alle 6 il sole e’ gia quasi alto e forte, la luce inizia a giocare con il verde di questa terra ed e’ quasi Colombia. Le rifugiate colombiane sembrano avere i sensi amplificati e la loro voglia di casa e’ disarmante.

Arriviamo a Tulcan, città di frontiera, allestiamo gli autobus e un piccolo concentramento scalda l aria fresca del mattino a 3000mt.

Si parte! 500 donne ecuadoriane armate di voce e arte seguono la linea armoniosa dell asfalto.

Ponte rumichaca: 1000 passi desiderati carichi di storie e merci…

Alle donne ecuadoriane :bienvenutas en colombia, alle colombiane bienvenutas en ecuador.. e’ arrivato il momento. Colori si mescolano a colori e lacrime a sorrisi, braccia che abbracciano sorelle, televisioni e microfoni.. corpi dipinti, grida e slogan… soy civil estoy contra la guerra- No queremos parir mas hijos para la guerra!

Il sole ci girava attorno, ustionando i nostri nasi… stordendoci nella confusione.

Voglio scrivere di questa giornata, ma come posso scrivere e raccontare l’emozione… è impossibile raccontare delle gambe che mi tramavano d avanti a tanta forza. Delle lacrime che mi scendevano,  della verguenza che ho provato per esser nata in un posto che è un’isola felice, per la mia regolarità e compostezza.

Ho camminato tra gli abbracci di mille donne e tra seni scoperti delle indigene offerti ai piccoli…tra galline e cuyes arrostiti, stoffe ricamate a formare lingue chilometriche…canti della selva, scarpe di plastica e piedi scalzi…mandorle caramellate e venditori di gelati che non si sta per quale strana legge fisica non soffrivano quel forte sole.

Ero li..ma non ero solo una donna in piu' ,erano tutte loro che mi camminavano e gridavano dentro, tutte infilate nel mio corpo ed io a camminare con tutta la pesantezza e leggeezza di quella condivisione..

Flavia il giorno dopo...impaginata nellea primera hoja de la hora...

Incredibile.

 

postato da: flaviau alle ore novembre 29, 2007 23:29 | link | commenti (1) | commenti (1)
categorie: viaggi, cronacavera

Commenti
#1   30 Novembre 2007 - 14:35
 
wow, fla...hai trasmesso magicamente l'emozione ...emozione di un'esperienza che ti avrà arricchita nel solo viverla passivamente e respirarla da sconosciuta.

bello.
patty

utente anonimo

Commenti
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