Questo è un vero pezzo cult!
Articolo di Gabriele Morelli per Peacereporter
Tornare a casa oppure no? Se lo chiedono i migranti ecuadoriani che risiedono all'estero da almeno un anno. A loro infatti è indirizzato il Plan de ritorno, un progetto del governo di Quito che, dallo scorso febbraio, offre una serie di incentivi a chi decide di rientrare in Ecuador, agevolazioni che riguardano l'accesso al credito e l'avvio di attività di lavoro autonomo. Un'iniziativa che ha spaccato in due la comunità ecuadoriana in Italia, divisa tra chi ringrazia il presidente Rafael Correa, che per primo si interessa di coloro che hanno abbandonato il Paese, e chi è scettico, impaurito o semplicemente contento della sua nuova vita.
A servizio del Paese. Alla fine degli anni novanta, l'Ecuador ha attraversato una seria crisi politica, che ha contribuito a un rapido impoverimento dell'economia nazionale. Il Pil del Paese è calato nel solo 1999 del 7,3 per cento, tanto che nel 2000 il reddito medio di un ecuadoriano era pari al 43 per cento di quello sudamericano. Più di un milione di persone ha quindi deciso di cercare fortuna negli Stati Uniti e in Europa, portando a 3 milioni il numero degli ecuadoriani all'estero, equivalente a quasi un quarto dell'intera popolazione nazionale rimasta in patria.
Oggi le condizioni politiche ed economiche sono cambiate e il nuovo governo, in carica dal 2007, ha scelto di scommettere sul ritorno degli emigranti, incentivando il loro ritorno per mettere a servizio dell'Ecuador l'esperienza e le competenze acquisite in Paesi più avanzati e i nuovi stimoli maturati lontano da casa. E' stata perciò creata alla fine dello scorso anno la Secretarìa Nacional del Migrante (Senami), attraverso cui si vogliono creare le condizioni per mettere in atto un rientro volontario dignitoso e sostenibile
Una nuova sfida. Il Plan de Ritorno permette di portare con sé al momento del rientro tutti i beni di proprietà, compresi i macchinari per attività professionali e l'automobile, che non saranno tassati. Viene quindi superato il cosiddetto menaje, che prevedeva per ogni emigrante di ritorno un bagaglio del valore massimo di 4.000 dollari. Sono inoltre previsti finanziamenti per chi intende ritornare con un progetto imprenditoriale, soprattutto se inerente al settore turistico, in modo da attrarre sempre più persone in visita dalle mete dell'emigrazione.
Di queste agevolazioni approfitterà Ruperto Ceron, che, dopo 18 anni a Milano, a fine dicembre rientrerà a Quito. "Sono molto grato a Correa, gli altri presidenti si sono sempre dimenticati di noi ecuadoriani all'estero", ha detto Ruperto a PeaceReporter, "Lui invece è venuto a trovarci, ha capito come viviamo e adesso ci dà la possibilità di tornare per mettere in pratica tutto ciò che abbiamo imparato in questi anni". Ceron rientrerà perché, dopo vent'anni di lontananza, vuole di nuovo vivere nel suo Paese. Considera concluso il suo periodo di vita in Italia, di cui conserverà un ricordo "molto, molto positivo", e tra pochi mesi tornerà in Ecuador con un nuovo progetto di lavoro.
Il rovescio della medaglia. Lorena invece vive a Genova, la città italiana che ospita il maggior numero di ecuadoriani: circa 35.000, di cui solo 12.000 sono regolari. Lei è qui da 10 anni e fa la donna delle pulizie, ma a tornare in Ecuador non ci pensa. "Il Plan de ritorno non è per nulla chiaro, ci sono molte clausule nascoste e aspetti controversi a cui nessuno sa rispondere. Rientrare con le garanzie offerte al momento è un vero e proprio salto nel buio", sostiene Lorena. Lei si dice convinta che possa tornare solo chi ha già una certa sicurezza economica. Il governo ha infatti proposto un buono per la vivienda di 7000 dollari per chi non ha una casa e un sostegno per l'assistenza agli indigenti, ma le buone intenzioni non sono ancora state realizzate. C'è poi la paura che, una volta rientrati, non si possa più tornare indietro. "Siccome è il governo che ti sostiene nell'attività che decidi di intraprendere e portare avanti, sei legato a doppio filo con le istituzioni", prosegue Lorena, sicura che non ci sarà spazio per alcun ripensamento. Gli scettici del Plan de ritorno, apprezzano l'apertura delle autorità ecuadoriane verso i migranti, ma rilanciano: perché - chiedono - non dare la precedenza a piani di sviluppo che aiutino questi migranti a integrarsi nel Paese dove vivono e in cui pensano di rimanere?

Mentre i Principi Attivi si diffondono per la Puglia, stiamo lavorando al B_CreativeCamp che si terrà nel corso della Biennale dei Giovani Artisti d'Europa e del Mediterraneo (Bari, 22-31 maggio 2008).Insomma, un bel casino!
Che dire... iscrivetevi, proponete un intervento, o semplicemente venite a vedere cosa accade nella scena creativa pugliese.
Domenica Pomeriggio.
Dopo aver lottato con fornelli incrostati, pentoloni protagoniste di non recenti spaghettate, moltitudini di posate, avanzi di frigo possiamo affermarlo: la cucina rivive.
Prima di cimentarmi col soggiorno, scrivo sul blog.
Il mio oroscopo settimanale dice: E se sei ateo? Puoi anche ignorare le prove della presenza divina che ti circondano, ma scommetto che avrai comunque la profonda sensazione che la vita è ricca di significato.
Effettivamente è così. Non c'è nulla che io possa dare per scontato, o da ritenere inutile, o ripetitivo.
Quando meno me lo aspetto la vita risponde. Anche senza fuochi d'artificio. Come un fatto denso.
Mi accorgo che quel che si è seminato, germoglia. Che basta aprire i canali per far entrare energia, e farne uscire altrettanta. Che non la notte è bella perchè la attraversi verso il mattino.
Sembra la Bosnia Erzegovina. Proprio la Bosnia Erzegovina.
Balcani comunque. Est.
Effettivamente siamo a SudEst, Tiggiano, Salento. Per portare il Verbo Nostro alle masse di giovani infedeli. Che in realtà sono, per amore di cronaca, molto fedeli.
Il Set
* "Piazza Moro? Ma dimmi bene...Chi cerchi?"
* "Proprio per coinvolgere di più voi giovani...."
* L'oratorio ha un grande stanzone illuminato a neon, con i tavoli sistemati tipo refettorio sovietico con le tovaglie di carta grigia, i bicchieri e i piatti di plastica, con i quadri di Giovanni Paolo II e di altra gente morta. Abbiamo una notizia per voi: c'è un nuovo Papa...
* Don Lucio ha una mise grigia e una faccia simpatica e abbronzata. Ha già incontrato lu dottore a San Giovanni Rotondo. E ha capito che tra Noi e Loro c'è molto in comune. Mah. Gli vogliamo bene. Anche lui ce ne vuole.
* Ci sono tre suore: 2 filippine e una morta
* "Sarò breve e sarà un sollievo per tutti..."
* E' cominciata la predicazione. Ma parla difficile. Capiranno? La giovane platea sgranocchia indifferente cipster e beve cocacole tiepide
* La cosa di cui vi parlo si chiama Principi Attivi. Noi diamo soldi ai ragazzi.
Arrivata a Tiggiano, mi é venuto mal di gola. Regina Dor is in da Haus.
Cadaveri, di varie età, un prete grigio ed uno direttamente uscito da Uccelli di Rovo. Fa Freddo. I ragazzini hanno la gelatina nei capelli, Lu Dottor parla di pugliesità in Salento. In Salento? Siamo al terzo pacchetto di cipster e l'acidità sale. La rotonda della piazzetta non ha verde. La terra è rossa, pare il Roland Garros. Lu Dottore é sconfortato, tanto quanto i ragazzini annoiati che lo hanno accolto, alle mie spalle con un "Ciao, quando te ne vai?". Questo é il vero problema, non l'attivazione giovanile. Questo villaggio ospita 3 MILA ANIME. TREMILA. Mi guardo intorno. Gli occhi delle ragazzine si illuminano ammaliate dal carisma de Lu Dottore. I ragazzini ruminano. Il vassoietto di pettole é già vuoto. L'Oratorio organizza sport. Lu Dottore cerca di parlare salentino e inciampa nella sua lingua. Invoca Pace all'oratorio. I ragazzi sono troppo piccoli per capire. Gli adulti sono troppo vecchi e spenti per cogliere. Meritocrazia. In un villaggio di 3mila anime. Cosa hanno fatto di male queste anime per nascere qui? Perchè hanno meritato di nascere, crescere e sognare di fuggire da qui? Non mi viene da ridere. Mi guardo intorno e mi sento abbastanza a disagio. Qui, siamo veramente lontani dalla città. Da una qualsiasi città e, forse l'acidità di stomaco ce la meritiamo. Tutta. Le suore non capiscono, con le loro mani conserte. Le suore filippine guardano dritto, compite. I ragazzini ridono, continuano a vivere della loro consuetudine. Non si rendono conto, di quel che accade dinanzi a loro. Non ascoltano parole nuove. Non sono interessati. Perché? Perchè i colletti bianchi, i cui valori non condividiamo, s'impegnano per questi ragazzini e, i ragazzini stessi non ascoltano? Cosa hanno fatto a queste menti, cosa hanno vissuto o, non vissuto, per essere così indifferenti?
Non mi viene da ridere. Affatto. Non mi pare la BiH. Per spocchia, direi Albania. Proviamo a fare una foto con Satana. Lu Dottore é troppo lontano da noi. Lu Dottore é vicino alla croce dal cristo con il pareo rosa intorno alla vita. Una croce di legno e, Lu Dottore parla con una voce che non voglio commentare. Barba al telefono. Barba, vediamo cose che anche tu, dovresti vedere. Le luci al neon di questo capannone di cemento grigio é stato colorato dal food&beverages di un pub del villaggio. Una maniera per giustificare e stimolare la presenza degli Indifferenti. Lu Dottore, stanco, dice molto velocemente l'indirizzo del sito e nessuno lo capisce. Pareva fosse l'unica cosa interessante.
Una domanda: qualcuno c'è.
Lu Dottore digerisce la cocacola, risponde e si incarta nella Ragioneria. Se vogliamo costruire un Hotel. Vabbè. E' un uomo coraggioso. GiorgioGiovanni, il vincitore di PrincipiAttivi.
Non posso fare esperienza, perchè non ho esperienza. Eh. 700-800-2000. Ma quanti sono? PrincipiAttivi non è una lotteria. E se ce qualcuno che la vuol prendere "boh vabbu io ci provo" lasciate perdere: Lu Leviatanu.
Un Fuori Quota interviene. Ha fatto un cortometraggio. Che raccontava la solitudine della mia terra. "Ma come hai fatto a girare senza una macchina che passa". Eh. Che proprio questo è il fatto!
Perche hanno mandato te? Stanno Fuori. Non di testa. Roma, Milano. Sesenteacampanella. Del passaggio a livello.
C'ha l'idea. E la propone al Comitato Principi Attivi. Riuscirà il suddetto comitato a svegliare gli amministratori pigri?
C'è un proverbio indiano: non puoi svegliare chi fa finta di dormire.
Lui comincia con le liste. Ecco. Predica. Sono parabole. Sarà un ottimo politico, da grande. O un visionario profeta, per una nuova religione. Altro che Scientology: se non fanno il loro lavoro, non li eleggete. O no?
Anche il Sindaco Tiggiasco ci odierà dopo questa sera.
Siamo anche alla gaffe etnica. Anche i rumeni ci odieranno dopo questa sera. Anche se a Bucarest ci sono bellissimi locali.
I Ragazzi Italiani Sono Ammammati. Lu Dottore Padoa Schioppa.
Signori Sono Qui ad annunciarvi che così non è!